Un Mondo Nuovo/ A New World

Un Mondo Nuovo

Penso che ogni persona debba fare uno scambio in un altro paese ad un certo punto della propria vita scolastica. È un’esperienza che sicuramente ti farà crescere come persona, che ti aprirà gli occhi ad un altro mondo. Quando si va a vivere in un altro paese, si ha l’opportunità di imparare un sacco di cose nuove — una nuova lingua, una nuova cultura, ed anche un nuovo modo di pensare. 

 

Quando avevo 16 anni, sono andata in Italia per due mesi, e quest’esperienza mi ha completamente cambiato la vita. Avevo studiato l’Italiano per un bel po’ di tempo  alla scuola superiore prima di questa esperienza ma quando sono arrivata lì, non sono riuscita neanche a dire cose semplicissime, perché avevo così tanta paura di fare sbagli di fronte alle persone. Ma dopo un po’ mi sono abituata, e piano, piano potevo comunicare con la gente — in questo caso la tendenza Italiana di gesticolare mi aiutava tantissimo, perché con i gesti potevo spiegare le cose che non riuscivo a dire con le parole. A dire la verità il fatto che la mia capacità di parlare e di spiegare i miei pensieri fosse come quella di una bambina di cinque anni era un po’ frustrante.  Non volevo solo imparare la lingua ma anche mostrare il fatto che non ero una sempliciotta. Adesso, posso capire che l’unico modo in cui si può migliorare la propria capacità di parlare in una lingua straniera è molto semplice: si deve solamente parlare tantissimo, e si deve per forza lasciare tutta la paura, tutta l’ansia che si ha di sbagliare. Quando si impara una nuova lingua, si fanno sempre tanti sbagli. Questa non è una cosa che si può evitare — quindi avere paura di una cosa che si farà sempre non ha senso. È come avere paura di respirare.  

 

Mi ricordo che una cosa con cui facevo sempre fatica in Italia erano i vari modi di dire che si usano in Italiano. Ad esempio, mi ricordo che un modo di dire che non capivo per niente era, ‘ti sto prendendo in giro,’ che vuol dire che la persona con cui stai parlando sta scherzando. Ma la prima volta in cui la mia sorella ospitante me l’ha detto, non ho capito che parlava di uno scherzo —  tutto il tempo pensavo, “Ma dove dobbiamo andare? Dov’è questo giro? Perché dobbiamo andare a quest’ora della notte?”

 

Il mio ricordo preferito dell’Italia è sicuramente il giorno di Natale. In generale, penso che gli Italiani conoscano il miglior modo in cui si deve festeggiare. Non ho mai visto prima così tanta gente, e così tanto cibo, in una sola stanza. Era davvero incredibile. Si poteva proprio sentire il livello di felicità nell’aria durante quella giornata. Direi che per la maggior parte dell’anno, gli Italiani sono molto felici, carini, ospitali — ma durante il periodo natalizio, secondo me tutto questo si moltiplica al 200 percento. Tutti sorridevano, ridevano, chiacchieravano.  Mi sentivo parte di quella famiglia, invece di una strana ragazza straniera. Questa giornata mi ha colpita tantissimo a causa del fatto che ho visto più o meno tutti i buoni stereotipi Italiani in un solo giorno. Quella famiglia mi ha insegnato tantissimo e mi ha fatto vedere la propria cultura. Mi hanno insegnato come comunicare con le persone, come esprimermi, come ci si deve rilassare e come adattarsi alle sfide della vita — ed ovviamente, come fare la lasagna nel miglior modo… Per questo, li dovrei ringraziare per tutta la mia vita. 

 

Se non si viaggia mai, se non si esce mai dalla piccola parte del mondo in cui si abita, non si avrà mai l’opportunità di vedere tutte le gioie del mondo. Quindi, se avete qualche opportunità di andare a vivere all’estero, cogliete l’occasione. L’Australia è un paese molto isolato, ed è molto semplice dimenticare tutte le cose belle che si possono trovare all’estero — basta solo avere voglia di andare. 

 

Title: A New World 

 

I think that every person should go overseas on exchange at some point in their lives, if they have the opportunity. It’s an experience that will let you grow as a person and that will change your outlook on the world forever. When you spend time living in another country you have the chance to learn an immeasurable amount of new things – a new language, a new culture and even a new way of thinking. 

 

When I was 16 years old I spent two months in Italy on exchange. This experience completely changed my life. I had studied Italian at school for a while before my exchange, however when I arrived I couldn’t even get myself to say the most basic sentences. I was afraid of making mistakes, of making a fool of myself in front of other people. But after a few weeks I eventually got used to living there, and I was gradually able to communicate with others. In this case, the Italian tendency of gesticulating and talking with their hands helped me a lot, because I could use gestures to explain the things that I couldn’t with words. The fact that my capability of expressing myself had reverted to that of a five year old child was slightly frustrating. After a certain point, I honestly wanted not only to learn the language, but also to demonstrate that I wasn’t completely simple-minded and capable of having a coherent, intelligent conversation. Now, I understand that the only way to improve your ability of speaking a foreign language is simple. You just have to talk and talk and talk as much as you can and stop worrying about making mistakes. This is easier said than done, of course. But when you’re learning a new language you will always make mistakes. It’s something that you can’t avoid doing. So logically, being scared of something that you’re always going to do just doesn’t make sense. It’s like being afraid of breathing. 

 

I remember something that I found difficult to understand in Italy were the various idioms that people used. For example, I remember the first time my host sister used the phrase ti sto prendendo in giro I just stared at her blankly for about 30 seconds straight. I now know that those words literally mean, ‘I’m taking you for a trip’, but they actually mean, ‘I’m joking’. During our entire conversation I was just stuck on that phrase thinking, “But where are we supposed to go? Where is this trip exactly? And why do we have to go at this time of night?” In the end I think it took about 10 minutes for me to understand her explanation… 

 

My most beloved memory of Italy was definitely Christmas Day. In general, I think it’s fair to say that the Italians know the best way to throw a party. I had never, ever seen so many people and so much food in just one room before. It was truly incredible to see. I’d say that for most of the year the Italian people are usually quite happy, kind and hospitable, but during Christmas all of this multiplies by a factor of at least 200. Everyone was smiling, laughing and talking. I felt like a true part of that family, instead of just a strange girl from Australia. That experience left an impression on me, because that was the day I saw just about all the positive Italian stereotypes that you can think of. That family really welcomed me into their lives and showed me their culture. They taught me how to communicate and express myself, how to relax and adapt to life’s challenges without getting caught up in all the minute details – and of course, how to make the best lasagna in the world. For this, I will be grateful to them for the rest of my life. 

 

If you don’t ever travel or leave the town in which you’ve grown up, you will never be able to truly experience all the world has to offer. Australia is a very isolated country, and it’s easy to forget all the wonderful things you can find if you go travelling. So if you ever get the opportunity to go on exchange, don’t think twice about it. It will change your life completely.